La formazione di coach Spanakis subisce nel primo parziale la regolarità di Bergamo, ma trova le giuste contromisure a muro e in attacco, dove Padura Diaz è devastante con i suoi 30 punti finali e il titolo di MVP della finale. Bari – La Del Monte Coppa Italia di A2 ha emesso il suo verdetto in un Pala Florio straripante in ogni ordine di posti. Un pronostico alla vigilia difficile da decifrare con le due prime della classe – Roma e Bergamo – che hanno chiuso in testa i rispettivi gironi della prima fase, con soli tre match persi e che si ritroveranno di fronte anche nella pool promozione. La Del Monte Coppa Italia va nella bacheca della Scarabeo Roma in una bellissima partita in cui entrambe le formazioni hanno onorato come meglio non si poteva il trofeo nazionale. Primo trofeo in bacheca per questa giovane società che ambizione dopo ambiziose e con sforzi importanti ha costruito in tre anni questo successo odierno, sempre con la stessa umiltà che l’ha contraddistinta dal battesimo in A2 ad oggi. E’ un trofeo inaspettato, ma costruito un passo alla volta, allenamento dopo allenamento dallo staff tecnico di coach Spanakis (Pastore-Beltrame), anche lui alla sua prima affermazione da tecnico. I due coach – Graziosi e Spanakis – hanno mandato in campo le migliori formazioni disponibili e in avvio è stata la regolarità di Bergamo e gli ace di Hoogendorn e Dolfo (3 nel primo parziale) a premiare Bergamo al fotofinish, con Roma positiva a muro ma imprecisa nel rifornire gli attaccanti di banda con capitan Snippe a trovare nel suo repertorio di colpi le migliori strategie di gestione della fase offensiva. La Scarabeo ha trovato subito la reazione nel secondo set, nonostante qualche amnesia organizzativa, trascinata da Snippe e Padura Diaz sul finale e da Tiozzo nel momento centrale della frazione che ha siglato lo stacco dagli avversari. Il capitano dei rossoblù ha sfoderato il suo miglior servizio sul set point che ha infiammato i 200 tifosi rossoblù del Pala Florio e mandato le formazioni sull’1-1 con Bergamo soggiogata dal gioco avversario. Dopo un avvio arrembante della Caloni, è stato il muro (20 i block vicenti di squadra) l’arma in più di Roma che con l’americano Pollock ha eretto una barriera insormontabile agli attacchi degli schiacciatori bergamaschi, lasciando ad un Padura Diaz (7 punti di score nel set) sempre determinante la libertà di attaccare e contrattaccare a modo suo per la conquista del terzo set. La disposizione in campo e la strategia muro-difesa di Spanakis hanno avuto la meglio sulla continuità dei giocatori di Graziosi che non sono riusciti a trovare le giuste contromisure in attacco quando la muraglia rossoblù è diventata invalicabile. CI hanno provato Hoogendorn e Dolfo, ma non è bastata oggi. Padura DIaz è stato infermabile nel quarto set e ha cercato e voluto con caparbietà la sua seconda Coppa consecutiva, ma è stata l’ennesima vittoria del gruppo e di tutti gli atleti. L’italo-cubano è stato premiato inoltre come MVP della finale grazie ai suoi 30 centri della gara. Un trofeo nazionale torna nella Capitale dopo quasi una decina di anni, grazie ad un manipolo di dirigenti volenterosi e ad una città, quella di Civita Castellana, che ha fatto a Roma e alla pallavolo laziale il regalo più grande. La cronaca della gara Le formazioni in campo sono quelle annunciate alla vigilia: coach Graziosi schiera la diagonale Jovanovic-Hoogendorn, centrali Cargioli-Valsecchi, laterali Dolfo-Pierotti, liberi Franzoni-Innocenti; coach Spanakis manda in campo Zoppellari-Padura Diaz in diagonale, Pollock-Franceschini al centro, Snippe-Tiozzo schiacciatori, Romiti regista difensivo. Hoogendorn dà il via alle danze e Tiozzo risponde in block out, poi Zoppellari complice una buona ricezione dei suoi innesca subito Pollock al centro (2-2). L’olandese bergamasco trova subito le sue traiettorie, mentre il suo omologo di ruolo viene bene contenuto in avvio dal muro Caloni. Mini strappo esterno con la diagonale di Dolfo e l’ace di Hoogendorn (4-7). Imperioso block di Zoppellari su Dolfo e Roma ricuce alla minima distanza. Pollock-Padura e doppio muro vincente che porta le squadre in parità (9-9). Buon momento della Scarabeo che a muro contiene gli attacchi bergamaschi e Jovanovic è costretto a nuove soluzioni offensive con la pipe di Dolfo (10-11); Padura Diaz è in palla e il suo regista se ne accorge cercandolo da seconda linea. E’ ancora un ace, stavolta di Dolfo, a portare avanti la Caloni e invitare coach Spanakis al time out (13-15). 15-17 con il primo tempo di Valsecchi a segno, con Bergamo più regolare nel gioco rispetto agli avversari. Sacripanti in battuta su Pollock per impensierire la ricezione, con Cargioli che spara out riportando le formazioni in parità e chiamando il tecnico Graziosi alla sirena (19-19), ma al rientro Hoogendorn in mani out trasforma il primo venti della partita. Snippe di prepotenza infrange sul muro in blu il 21-21, ma poi due giri a vuoto e l’ace del solito Hoogendorn lanciano la Caloni al primo set point, poi annullato da Franceschini in veloce (22-24) e da Padura Diaz ancora in diagonale. Chiude Dolfo al secondo tentativo un primo parziale degno di una finale (23-25). Secondo parziale punto a punto con Padura che spinge al servizio ma il tapin di Franceschini è falloso (4-4) e l’opposto rossoblù viene stoppato poi da Dolfo. Una Scarabeo a corrente alternata fatica a mettere giù palla ma Tiozzo sbaraglia il muro Caloni per il 7-8 che riavvicina ed è ancora l’opposto chioggiotto a trovare l’ace corto per la nuova parità (9-9). Ricezione laziale che fatica ma super Padura Diaz sfodera prima la sua parallela letale e poi di rabbia trova l’ace al servizio spin del 12-12. Anche Snippe trova fiducia dai nove metri e la ricezione bergamasca è in difficoltà, con Padura Diaz e Tiozzo ormai in piena tranche agonistica (16-15). Pallonetto dolce dell’opposto di Roma per il suo 11esimo punto personale del match, ma sono le amnesie organizzative a non far staccare gli avversari (17-18).  Graziosi sul block vincente di Padura Diaz su Hoogendorn fa risuonare la sirena del PalaFlorio quando Roma è in sorpasso (19-18) e trova il doppio break e il ventuno ancora a muro con uno strepitoso Snippe e grazie al servizio insidioso del neoentrato Sacripanti. Bergamo è in balia e Franceschini inventa la magia in alzata di secondo tocco ancora per il suo capitano. Valsecchi dice di no a muro a Franceschini e si prosegue (23-20). Padura Diaz trova il set point e Snippe chiude con l’ace che infuoca il Pala Florio (25-20) e manda sull’1-1 le formazioni. L’avvio di una Caloni ferita è veemente con Pierotti, coach Spanakis deve interrompere sullo 0-4 esterno che preoccupa. Alla ripresa è ancora Padura a dare coraggio e a muro su Pierotti. Stratosferico Pollock che con un doppio muro, prima su Hoogendorn e poi su Cargioli, riporta in equilibrio la gara (4-4). Padura porta a 18 il suo bottino personale e la Scarabeo effettua il sorpasso a +2 (7-5). Ace Padura Diaz per il 10-8, poi Innocenti si esalta in difesa ma il suo opposto manda a rete. Dolfo prova a suonare la carica per i colori lombardi con il suo repertorio di mani-fuori e sulla palla out dei laziali le squadra sono ancora a braccetto (14-14). E’ il muro di Roma a fare la differenza nella parte centrale del set, con Pollock che ha mani ovunque e per gli schiacciatori avversari è veramente arduo passare il valico: sul 17-14 coach Graziosi è preoccupato e vuole parlare con i suoi. Cambio palleggio con momentaneo con Longo in regia, ma l’ennesimo block di Padura su Dolfo richiama subito in panchina il giovane regista (19-14). Ora è Bergamo ad alzare gli scudi a rete e Hoogendorn dà un dispiacere al suo connazionale Snippe per un pericoloso break che invita la panchina romana allo stop discrezionale (19-17), al rientro distanza minima con Dolfo che a muro restituisce il favore a Padura. E’ ancora l’opposto italo-cubano a spingere avanti i suoi fino al 21-19, quando il videocheck dà ragione alla veloce di Valsecchi per il -1. Pierotti esce per Carminati. Finale da cuori forti con Roma, muro di Pollock, Dolfo annulla il primo di due set point, poi Padura Diaz in diagonale stretta porta la gara sul 2-1 per i rossoblù. Aggancio e sorpasso con Snippe e soci che cercano di chiudere la pratica nel quarto set; Hoogendorn stacca il suo 18esimo punto della gara portando la Caloni sul 3-3. Pierotti da banda impensierisce, Tiozzo risponde da par suo e la frazione è ferma sull’8-8 in una partita ad altissimo livello per entrambe le compagini. Padura Diaz supera in mani-out il muro a tre dei lombardi e poi sorpassa di potenza per il +2 (12-10). Esce Cargioli per Cioffi al centro. La disposizione muro-difesa della squadra di Spanakis è perfetta e coach Graziosi non riesce a trovare le contromisure per valicare il muro rossoblù, con Hoogendorn e Dolfo su tutti (14-11). Padura Diaz è infermabile e strabilia un Pala Florio ora gremito, quando sul time out di coach Graziosi il tabellone luminoso segna 17-14 per la Scarabeo. Franceschini stoppa Hoogendorn, Padura esplode in contrattacco il braccio e la Scarabeo vola a +5 (19-14) con la Caloni ormai in balia. Muro di Zoppellari per il 22-18, Hoogendorn risponde. Sul 23-20 il regista della Scarabeo va al servizio ma Cioffi in primo tempo allontana e Dolfo sullo scambio successivo dà speranza (23-22). Due palle out di Bergamo. E’ finita. La Scarabeo Roma è Campione d’Italia 2018. Le dichiarazioni Alessandro Spanakis: “Devo ancora capacitarmi di quello che è successo oggi. E’ una gioia immensa, quella dei ragazzi, quella della Società e di questo meraviglioso pubblico che ha fatto una levataccia per venire fino a Bari e sostenerci tutta la gara a gran voce. Tutto questo mi emoziona se penso ai sacrifici che stiamo facendo da agosto e che con questa vittoria sembrano molto più leggeri. Dopo il primo set perso abbiamo cambiato di passo a muro, un fondamentale su cui con lo staff lavoriamo in maniera molto analitica, e abbiamo fatto scelte giuste sia in contenimento che nel punto diretto. I ragazzi sono stati bravi a leggere la gara, a non disunirsi dopo il primo parziale e a mettere alle corde una squadra che proprio della regolarità e continuità di gioco fa il suo cardine base”. Williams Padura Diaz: ”Sono felicissimo della Coppa ma soprattutto di avere questi compagni al mio fianco. Sono fantastici e c’è sempre un’intesa perfetta, in allenamento e in gara. Siamo un mix perfetto di atleti giovani ed esperti, con voglia di fare bene e di vincere…con la giusta fame insomma. Anche se siamo andati sotto uno a zero, ero sicuro che potevamo ribaltare la gara, così come era già successo nella semifinale con Santa Croce e grazie al nostro muro abbiamo ricostruito questa partita un mattone alla volta fino a coronare questo grande sogno.” Nicola Tiozzo: “E’ la mia prima Coppa e la voglio dedicare ai miei genitori, alla mia ragazza e me stesso. L’ho voluta tantissimo, ci ho provato a lungo, ho fatto tanta gavetta e oggi ho conquistato questo meraviglioso trofeo con questo gruppo fantastico. Ora ce la godiamo, e tanto, e poi torneremo in palestra nuovamente a testa bassa per ricominciare il percorso in Campionato”.   Il Tabellino Scarabeo Roma – Caloni Agnelli Bergamo 3-1 (23-25, 25-20, 25-23, 25-22) Scarabeo Roma: Zoppellari 1, Padura Diaz 30, Franceschini 7, Snippe 16, Tiozzo 12, Romiti (L1), Losco ne, Saturnino ne, Sacripanti.Fantini ne, Pollock 13, Rau ne, Mancini ne. I All. Spanakis, II All. Pastore. Caloni Agnelli Bergamo: Valsecchi 8, Jovanovic 1, Pierotti 9, Cargioli 4, Hoogendoorn 20, Dolfo 17, Innocenti (L), Franzoni (L), Longo, Carminati, Cioffi 1, Albergati ne. I All. Graziosi, II All. Leonel. Le cifre: 3.900 spettatori. Scarabeo Roma: 20 muri, 4 ace, 13 errori in battuta, 50% in attacco, 49% (21%) in ricezione. Caloni Agnelli Bergamo: 8 muri, 3 ace, 14 errori in battuta, 46% in attacco, 49% (27%) in ricezione.  
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