La Società laziale inaugura il mercato con un pezzo pregiato, strappando il bomber italo-cubano ad una concorrenza affollata. “La mia è stata una scelta facile, io e Civita abbiamo la stessa fame di successi”.

Williams Padura Diaz è il nuovo opposto di Civita Castellana. Nativo di Cuba ma italiano di nazionalità, (come il talentuoso fratello maggiore Angel Dennis, nell’ultima stagione a Santa Croce anche lui in A2) “Willy”, dopo la separazione da Siena, era indeciso se continuare in Italia o tornare all’estero; poi è venuta la chiamata di coach Spanakis e della dirigenza civitonica e il passo è stato breve: trenta primavere, 200 cm di altezza e una carriera tutta nel volley dello stivale, se si eccettua la parentesi 2015/2016 con il Qatar Police Team: 6 stagioni in A2 e un campionato di Superlega con il Vero Volley Monza nella stagione 2014/2015, dopo la promozione conquistata l’anno precedente con la stessa società lombarda; Cavriago, Conegliano, Monza e infine Siena dove ha disputato l’ultimo campionato con la maglia della Emma Villas, attestandosi nella top ten dei bomber di Regular Season, vincendo la Coppa Italia di A2 e approdando alla semifinale playoff persa poi contro Spoleto.

La società viterbese ha corteggiato Padura Diaz anche in passato e alla fine le ripetute avances sono state ripagate da un “sì” immediato, determinato, convinto. Civita è la scelta giusta, voglio questa maglia. Con coach Spanakis si conoscono da tempo e i due incontri della stagione passata nei playoff promozione tra Civita e Siena ne hanno fatto apprezzare le doti anche ai tifosi laziali, che si ricordano i 51 punti totali complessivi messi a segno da Padura nelle due gare, ma non è passata inosservata anche la sua grinta e il suo carisma in campo.

Il giocatore è già a Civita Castellana con la moglie in attesa di esordire con la nuova maglia nel 73° Campionato di A2 Unipolsai e soprattutto in attesa di conoscere il suo primo tifoso rossoblù che nascerà ad ottobre.

Le dichiarazioni di Padura Diaz

“Ho scelto Civita Castellana fin da subito nonostante diverse proposte in Italia e all’Estero. Il perché è presto detto: volevo mettermi in gioco ancora nel campionato di A2, con una squadra seria, motivata e affamata. A me piacciono le società con progetti ambiziosi che vogliono emergere e fare bene: sono diversi anni che dimostrano stima per me e per il mio modo di giocare e sono contento che le nostre strade si siano finalmente incontrate. Sono grato alla dirigenza di Siena che mi aveva voluto fortemente e che mi ha riportato in Italia: ora la mia nuova avventura, la mia nuova casa si chiama Civita Castellana. Sono motivatissimo di lavorare con il coach Spanakis, con cui ci conosciamo da tempo, e sono curioso di conoscere la città, i miei nuovi tifosi e i compagni di squadra. Mi auguro di ripagare sul campo la fiducia della Società e fare ancora più grande questa maglia, con impegno e professionalità. Le squadre che incontreremo stanno allestendo roster molto competitivi, penso a Siena, Spoleto, Aversa, Ortona, per dirne alcune; ma dai piani che mi ha illustrato della Società credo che saremo molto competitivi anche noi. Soddisfazioni sul campo e divertimento sugli spalti, questi sono i miei obiettivi per la stagione.”

Pezzo importante quello di Padura Diaz per una squadra che, tra partenze e saluti, sta assumendo una fisionomia completamente nuova rispetto alla scorsa stagione. Dal 2 Aprile (ultima gara ufficiale nei playoff contro Bergamo) sono passati tre mesi di lavoro costante, continua e a testa bassa per la Junior Volley Civita Castellana: il mercato in primis sicuramente, ma una “chiesa da mettere al centro di un villaggio” ancora non definito: Monterotondo all’esordio in A2, Montefiascone nella scorsa stagione, insomma sempre lontani da Civita, in attesa dell’adeguamento del Palazzetto casalingo. Una cosa c’è di positivo, portare il volley di serie A “a domicilio” di tanti tifosi sparsi nel Lazio, nonostante le tante difficoltà organizzative, logistiche ed economiche. Per la stagione 2017/2018 c’è forse più di una idea, forse meno di un sogno, qualcosa in più di una speranza di trovare casa in un tempio del volley. Vediamo che succede.

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